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JESUS, LA DIGNITÀ ALLA PROFESSIONE FUNEBRE

(Articolo a cura di Vincenzo Marzella: per il mensile “La Piazza” di Giovinazzo)

Il titolare Pino Abbondanza: «Anche noi che svolgiamo questo lavoro abbiamo un cuore»

Una nuova visione del servizio funebre basato sull’onestà ed il rispetto per tutte quelle persone che stanno attraversando un lutto in famiglia uscendo, così, fuori da quegli iter che facevano di un funerale un momento oltre che doloroso anche molto tetro. Salutiamo questo mese sulla nostra rubrica l’agenzia funebre Jesus fondata nell’Aprile del 2008 da Pino Abbondanza, che consapevole dei doveri e delle responsabilità sociali che la professione comporta, ha scelto le colonne de la Piazza per ribadire la dignità alla professione funebre

PINO RACCONTA: Dopo essere stato 15 anni in Germania, rientrato in Italia, decide di seguire le orme del padre già nel settore funebre. «Quando decidi di fare un passo così importante nella tua vita, sono tante le domande che ti poni. Nessuno può darti con certezza una risposta ben precisa e per questo che non vi nascondo che un po’ di timore lo avvertivo man mano che si realizzava concretamente questo progetto».

Ciò nonostante vestendosi di coraggio e spinto dalla voglia di dare un nuovo aspetto al profilo funerario, investendo in pubblicità dà alla luce l’Agenzia Funebre Jesus, formata da soli giovinazzesi. «Essa offre un servizio completo a chiunque decida liberamente di rivolgersi a noi per tutto ciò che riguarda il settore funebre, a cominciare dal regolamento di Polizia Mortuaria fino ad arrivare alla possibilità di svolgere in Inglese e Tedesco servizi funebri nazionali ed internazionali di Salme o Resti mortali fra cui anche servizi di cremazione».

JESUS DAL 2008, UNA GRANDE FAMIGLIA. Ciò che distingue l’Agenzia Funebre JeSus dalle altre? Ogni singolo componente è in grado di svolgere il proprio lavoro in maniera del tutto competente ed efficace. «Non dico mai la mia agenzia – precisa sempre il titolare Pino – dico sempre la nostra agenzia». Il perché è presto detto. «Essendo stato un operaio anch’io ancora oggi dopo otto anni non riesco ad abituarmi alla figura del titolare tanto che i nostri collaboratori si sentono di essere in una seconda famiglia dove come in tutte le famiglie c’é un padre che li educa, in questo caso insegna loro a svolgere in meglio le proprie mansioni». Prova ne è che il titolare Pino Abbondanza indossa la stessa uniforme durante un servizio funebre e svolge le loro stesse mansioni oltre ad occuparsi di tutto quello che si cela dietro l’amministrazione aziendale, in primis puntualità nei pagamenti del personale, delle tasse, dei fornitori e di tutto quello che serve per essere un’azienda seria e in piena regola.

L’ETICA E RISPETTO DEL DOLORE. La preparazione teorica e pratica sono la base di una competenza nel settore, che distingue JeSus da chi, questo lavoro, lo fa solo per motivo economici. «La nostra azienda invece, prima degli averi, cura nel dettaglio i doveri, nei confronti di chi ha bisogno di essere seguito passo per passo in tutto quello che è il da farsi per lo svolgimento di un servizio Funebre. Sappiamo bene che il nostro settore crea sempre un po’ di soggezione, magari associano noi a un brutto evento della propria vita ecc. ecc., Si sa che il nostro lavoro ci trasforma in persone da tenere il più lontano possibile…Ebbene, lo scopo della nostra Azienda è fare in modo che questo cambi perché le persone possano vedere che ogni componente sia in grado di rendere un servizio funebre il meno lugubre possibile nella totale trasparenza». Uscire fuori da quelli che sono gli standard e fare in modo che chiunque si rivolga JeSus si senta libero di esprimere e di richiedere ciò di cui ha bisogno con molta disinvoltura. «Lo stesso ambiente in cui lavoriamo, completamente rimodernato fatto di paramenti sacri con immagini religiose, non raffigurano il pianto ma la speranza (perché noi abbiamo fede in un Dio che Dà la vita e non che la toglie) mi rendo conto che in certi momenti è difficile da accettare ma io credo che è così».

IL NERO E IL VIOLA non rientrano nei nostri colori con il quale allestire camere ardenti o sale del commiato, perché renderebbero l’ambiente più triste di quello che già sarebbe. «Cerchiamo di dare impatti meno spaventosi e più rispettosi negli allestimenti di camere ardenti in modo che tutti i visitatori non restino con una immagine impressa che trasmetti paura. Non vi nascondo che in questo lavoro, molto spesso capita, di dover mascherare le emozioni perché siamo lì per lavoro. Vi assicuro però, che non é affatto facile lavorare e contemporaneamente mascherare la tenerezza che fa una moglie che, dopo aver vissuto per 60 anni con il marito, la vedi seduta al suo capezzale che lo osserva e piange perché è consapevole del fatto che da quel momento ha perso il pilastro principale della sua vita». Non è facile guardare un figlio immerso ormai nelle sue paure ed incertezze, guardare il feretro di suo padre che prematuramente gli è stato strappato dalla brutale forza del cancro che non ha avuto nessuna pietà. Non è facile guardare negli occhi una madre che ha da poco saputo che suo figlio è morto per causa di un incidente stradale ecc. ecc. ecc. «E tu che sei genitore e figlio, ti immedesimi in tutte queste esperienze e ti chiedi come reagiresti se un giorno dovessi trovarti dall’altra parte?». Poi arriva il momento in cui devi rientrare a casa e devi indossare una maschera fingendo di non aver visto e sentito nulla e che tutto quello che hai vissuto in quella giornata fa solo parte di un ricordo e di una realtà che camminano sulla stessa lunghezza d’onda. «Ma ora non voglio demoralizzarvi con questi pensieri. E’solo per far capire ai lettori, che anche noi che svolgiamo questo lavoro abbiamo un cuore». Parola di Pino Abbondanza, titolare della grande famiglia Jesus di Giovinazzo.

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